Tangentopoli - vent`anni dopo

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L'inchiesta di Mani pulite e la crisi della Prima Repubblica, vent'anni dopo.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la cronaca di quei giorni. È il 17 febbraio 1992 quando a Milano viene arrestato il presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, mentre riceve una tangente di 7 milioni di lire. Sembra un avvenimento come tanti altri, e invece è l’inizio di quel ciclone chiamato Tangentopoli che in un paio d’anni spazza via la cosiddetta Prima Repubblica e un’intera classe politica. I giudici del pool Mani Pulite di Milano, tra cui si distingue subito Antonio Di Pietro, mettono sotto accusa una serie impressionante di leader politici e di imprenditori: dal segretario del PSI Bettino Craxi al segretario della DC Arnaldo Forlani. Viene alla luce un gigantesco sistema di finanziamenti illeciti e di tangenti che per anni ha mantenuto la maggior parte dei partiti italiani. Craxi, condannato, si rifugia ad Hammamet, in Tunisia. Moltissimi altri politici sono costretti ad abbandonare la vita pubblica. Poi, a poco a poco, il ciclone rallenta. I processi che giungono a termine non sono molti: in carcere finisce il finanziere Sergio Cusani e qualche altro. Il 6 dicembre 1994 Antonio Di Pietro lascia clamorosamente la toga e decide di entrare in politica.