Stalingrado - L’inferno di ghiaccio

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Nella primavera del 1942 cominciano a manifestarsi gli effetti della riorganizzazione militare-industriale dei paesi dell’alleanza antinazista grazie all’aiuto americano. In due battaglie navali, nel Mare dei Coralli e nell’arcipelago delle Midway, gli americani riconquistano il dominio del mare causando gravi perdite alla flotta giapponese. Di lì a breve la lunga battaglia per la riconquista di Guadalcanal. Intanto la ripresa dell’offensiva tedesca si orienta verso il sud-est della Russia, con l’obiettivo di sottrarre all’esercito sovietico le fonti del rifornimento del petrolio e di interrompere le comunicazioni dal sud tra la Russia e i suoi alleati. Durante questa offensiva i tedeschi giungono fino al Don ed al Volga penetrando nel Caucaso. Ma nel novembre del 1942 i russi lanciano una poderosa controffensiva sul fronte meridionale. Un’armata tedesca comandata dal generale von Paulus viene annientata nella battaglia di Stalingrado (novembre 1942-febbraio 1943): la prima grande sconfitta subita dai tedeschi che segna una svolta decisiva nello svolgimento della guerra.   


Anche gli italiani partecipano all’invasione tedesca dell’ Unione Sovietica. E qui, nonostante il loro equipaggiamento assolutamente inadeguato, i nostri soldati danno prova di grande coraggio: ma inutilmente. Nel febbraio 1943 il generale von Paulus, comandante delle truppe tedesche in Russia, viene sconfitto dai sovietici e dal gelo. Inizia la catastrofica ritirata, durante la quale migliaia di soldati, molti dei quali italiani, spariscono nell’inverno russo.