Sorriso amaro - Ritratto di Silvana Mangano

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Personaggio ineffabile, diva apparentemente felice, donna misteriosa e complessa. E' Silvana Mangano, nata il 21 aprile 1930 e arrivata dalle risaie a Hollywood, al fianco di Dino De Laurentiis, suo marito e padre dei suoi quattro figli.


Silvana Mangano è una di quelle attrici cui capita la fortuna di rimanere scolpita nella memoria collettiva. L’immagine in bianco e nero di lei, prosperosa mondina nel campo di grano, è un fotogramma che rimane scolpito nel pantheon del nostro cinema. Ma Silvana Mangano è molto di più di un fotogramma, come donna e come attrice. Ne ripercorriamo la carriera e la figura in questo “Sorriso amaro”, di Maite Carpio, ritratto di una grande diva della storia del cinema italiano.
Una bellezza da scultura egizia, compatta, misteriosa, e insieme caratterizzata da un’ombra perenne di malinconia: questa personalità è già presente nel primo film che le dà la fama, Riso amaro, di Giuseppe De Santis, girato nel 1949, dove il suo personaggio di giovane mondina nelle risaie del vercellese si impone con una prorompente sensualità accanto a un altro giovane attore (che fa la parte del “cattivo”): Vittorio Gassman. Al produttore di quel film, Dino De Laurentiis, che diventerà suo innamoratissimo compagno di vita, è legata quasi tutta la sua carriera successiva di attrice.
Lavora poi con grandi registi, come Monicelli, Camerini, De Sica, Lizzani, Bolognini, Comencini, Pasolini, Robert Rossen, Michalkov; recita a fianco di attori quali Kirk Douglas, Totò, Alberto Sordi. Con quest’ultimo si stabilisce una simpatica intesa anche nella vita quotidiana, al di fuori del set, perché Sordi frequenta la sua casa e la sua famiglia riuscendo a farla ridere con la sua allegria, e riesce a sciogliere la sua bellezza di sfinge enigmatica che con lui diventa sciolta, colloquiale. Come attrice, però, forse l’intesa maggiore la raggiunge col regista Luchino Visconti, per il quale interpreta personaggi eleganti, aristocratici (come in Morte a Venezia, in Ludwig, o in Gruppo di famiglia in un interno), mentre in Riso amaro era stata il simbolo della donna che lavora, e non solo figura da ambientare nei salotti.
Straordinaria, poi, nel Processo di Verona di Carlo Lizzani, la sua interpretazione della contessa Edda Ciano, la figlia di Mussolini. Lizzani ne loda l’impegno di prepararsi con scrupolo, senza assumere atteggiamenti da diva. Tra i personaggi legati alla sua arte di interprete troviamo anche Penelope, la sposa di Ulisse, e Giocasta, la madre e sposa di Edipo.
Segnata dalla grande disgrazia della morte improvvisa di suo figlio Federico, Silvana Mangano cade in uno stato di depressione che sarà all’origine anche della separazione dal marito, togliendole la gioia di vivere. Muore a Madrid, a soli cinquantanove anni.