Nanga Parbat - La storia in montagna

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È il 1895 e a Parigi i fratelli Lumiere mostrano al mondo intero quello che poi diventerà la settima arte, il cinema; intanto dall'altra parte della terra - e più precisamente nel nord del Pakistan - l'inglese Alfred Mummery cerca di raggiungere la vetta di una montagna altissima e solitaria, il Nanga Parbat. 8.125 metri di neve e roccia incastonati lì dove l'Himalaya cede il suo territorio alla catena montuosa del Karakorum. Morirà, come tanti dopo di lui.

La storia di questa montagna inizia proprio allora: negli anni ?30 diventerà l'ossessione dei tedeschi che in numerose spedizioni cercheranno di conquistarla in nome della loro supremazia di popolo, poi nel ?53 diventerà la montagna di Hermann Buhl che dopo un'impresa al limite dell'impossibile arriva in vetta e pianta la sua bandiera tirolese. Negli anni ?70 invece diventerà la montagna di Reinhold Messner: è su queste pareti che, dopo giorni estenuanti passati senza mangiare e dormire perde suo fratello Gunther travolto da una valanga, ed è sempre sul Nanga Parbat che nel ?78 dopo numerosi tentativi Messner compie la prima vera solitaria di un ottomila della storia. Facendo di lui stesso un mito.

 Ma non è con l'impresa di Messner che finisce la storia di questa montagna: nel 1990 infatti Hans Kammerlander decide di sfidarla affrontandola prima in scalata e poi in discesa con gli sci. Mai l'uomo si era spinto a tanto. Nonostante il Nanga Parbat sia stato scalato numerose volte ancora oggi esercita un fascino particolare e misterioso, forse perché una delle sue pareti, la Rupàl, è la parete verticale più alta del mondo o forse semplicemente perché è una montagna bellissima.

Abbiamo voluto narrare allora la sua avvincente storia attraverso la voce dei suoi protagonisti: numeerosi diari ne raccontano il fascino passato, mentre Reinhold Messner, Hans Kammerlander e Nives Meroi il fascino attuale. Come tutte le storie anche questa inizia dalla fine: con la testimonianza di Simon Kehrer e Walter Nones (morto di recente sul Cho Oyu) che sul Nanga Parbat nel 2008 hanno vissuto la tragedia di perdere il loro compagno, stella ascente dell'alpinismo italiano, Karl Unterkircher.