La marcia dei Quarantamila - 30 anni dopo

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Nel corso degli anni ’80 si ha un profondo mutamento nella cultura politica del paese. L’estremismo di sinistra è emarginato: il marxismo ufficiale comunista si trova anch’esso in una crisi sempre più profonda. Il PSI, pur con vari ondeggiamenti, cerca un’intesa tra valori sociali e riconoscimento del ruolo positivo dell’innovazione capitalistica, tra liberalismo e socialismo. Significativa di questo clima è altresì la crisi delle organizzazioni sindacali, e in primo luogo delle ideologie classistiche. Nell’ottobre del 1980, in occasione di un acuto conflitto di lavoro alla FIAT, appoggiato fortemente dal PCI - il cui segretario Berlinguer afferma che il partito è pronto a sostenere un’eventuale occupazione dello stabilimento da parte degli operai - una “marcia” a Torino di circa quarantamila persone, diretta contro la politica sindacale e comunista, è il segno del tramonto del “sinistrismo” classistico. Una vittoria dunque per la FIAT, ma una sconfitta per il sindacato. Si tratta della fine simbolica dell’epoca apertasi con il “sessantottismo” e l’ ”autunno caldo”.