L'assessore Pino Amato

Pino Amato, classe 1930, era un uomo tenace, rigoroso e fortemente legato ai suoi ideali, cresciuto nell'azione Cattolica. È stato per alcuni anni Direttore Amministrativo del Formez, e soprattutto Consigliere comunale della DC all'interno della quale con Enzo Scotti ed altri aveva dato vita al gruppo "Nuova Napoli", un organismo di studio e di lotta politica. Dal '78 è stato Assessore regionale all'agricoltura, e dall'autunno del 1979 al Bilancio e alla Programmazione Economica.

Il 19 maggio 1980, alle 09.40, la sua auto viene bloccata in vicolo Alabardieri da tre uomini e una donna a bordo di una Skoda che lo uccidono sparando dieci colpi di mitra ai quali l'addetto di scorta Ciro Esposito reagisce a sua volta sparando e ferendo uno degli assalitori. I terroristi fuggono immediatamente ma vengono arrestati pochi minuti dopo in via Marino Turchi da una squadra della polizia che li stava inseguendo. Il commando era composto da: Bruno Seghetti (ferito dall'autista di Amato), Maria Teresa Romeo (vincitrice di un concorso per educatrice nei penitenziari del sud), Luca Nicoletti (un torinese con il nome di battaglia 'valentino') e Salvatore Colonna. Tutti appartenenti alla Brigate Rosse.

Oggi la targa in memoria dell'assessore della DC recita:
QUI IL 19 MAGGIO 1980
CADDE ASSASSINATO
DALLA FOLLIA OMICIDA DEL TERRORISMO
PINO AMATO
DI ANNI 49
ASSESSORE DELLA REGIONE CAMPANIA
CONSIGLIERE NAZIONALE DELLA D.C.
NEL GENEROSO IMPEGNO CIVILE
NELLA FERVIDA MILIZIA POLITICA
CREDETTE NELLA LIBERTA'
OPERO' PER LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA
AMO' IL POPOLO
CONSERVO' LA FEDE
LA DEMOCRAZIA CRISTIANA NAPOLETANA
MEMORE E GRATA
NE ADDITA L'ESEMPIO E IL SACRIFICIO
ALLE NUOVE GENERAZIONI


«La disarticolazione e la distruzione della DC sono momenti essenziali della disarticolazione e distruzione dello Stato» (Brigate Rosse).

Il volume "La DC e il terrorismo nell'italia degli anni di Piombo" (Rubbettino - Istituto Luigi Sturzo, 2008) è stato presentato il 29 gennaio 2009 presso l'istituto Luigi Sturzo di Roma, attraverso gli interventi di Guido Bodrato, Paolo Cirino Pomicino, Piero Craveri, Miguel Gotor, Giuseppe Vacca, Vittorio V. Alberti (curatore del volume).

Il libro, per il carattere particolarissimo di quel momento storico, si sviluppa secondo diversi indirizzi e criteri editoriali: l'analisi storiografica del fenomeno generale in relazione alla Democrazia Cristiana; la prima ricostruzione dell'elenco delle vittime democristiane (iscritti, militanti, dirigenti di partito); la presentazione di molteplici documenti d'epoca; la raccolta di testimonianze in memoria di Pino Amato, assessore DC ucciso nel 1980, al quale è dedicata l'opera; l'utilizzo dell'intervista intesa come strumento di testimonianza e analisi storica (sono presenti nel volume due interviste a Ettore Bernabei e al vescovo Franco Gualdrini).

L'Istituto Luigi Sturzo, istituzione italiana che al massimo livello persegue l'elaborazione culturale del pensiero politico d'ispirazione popolare, propone tale ricerca a trent'anni dall'uccisione del presidente della DC Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse (9 maggio 1978).

La novità di tale studio consiste nella prima ricostruzione cronologica di tutte le vittime democristiane tra i militanti e i dirigenti di partito (i loro nomi, le dinamiche degli attentati, le sigle terroristiche), dai più noti ai meno noti, caduti sotto i colpi dei gruppi armati, offrendo al contempo la tesi secondo la quale l'obiettivo primario del terrorismo era il partito di maggioranza relativa, la DC.

Il volume si chiude con un'ampia appendice documentaria, raccolta in diversi archivi pubblici e privati e presentata senza commenti per permettere agli studiosi di studiare il fenomeno partendo, prima di tutto, dalla lettura dei documenti d'epoca, in gran parte inediti.

"La DC e il terrorismo nell'italia degli anni di piombo", senza retorica, senza sensazionalismo, senza una certa smania di rincorsa al fatto di sangue o alla impropria distorsione politico-militante, ma con la grave consapevolezza della serietà imposta da quegli avvenimenti, vuole farsi strumento per chi - in modo particolare tra i giovani studiosi - intende ripercorrere la cupa stagione della lotta armata attraverso la guida del metodo storico e non dell'opinionismo non documentato.