La destalinizzazione.
 Il 14 febbraio del 1956 il segretario del PCUS Nikita Krusciov apre i lavori del 20° congresso del PCUS. È il primo congresso del partito dopo la morte di Stalin avvenuta nel febbraio del 1953. Il 25 febbraio, verso il termine del congresso, Krusciov presenta il suo famoso rapporto segreto che denuncia una parte dei crimini di Stalin e condanna il suo culto della personalità.
 
"È estraneo allo spirito del marxismo-leninismo esaltare una persona e farne un superuomo fornito di qualità soprannaturali a somiglianza di un Dio. Questo sentimento per un uomo, e precisamente per Stalin, l'abbiamo tenuto vivo in mezzo a noi per lunghi anni".


"Stalin non agiva con la persuasione, con le spiegazioni e la paziente collaborazione con gli altri, ma imponendo le sue idee ed esigendo una sottomissione assoluta. Chiunque si opponesse ai suoi disegni e si sforzasse di far valere il proprio punto di vista e la validità della sua posizione era destinato a essere estromesso da ogni funzione direttiva, e in seguito, liquidato moralmente e fisicamente' Arresti e deportazioni in massa di parecchie migliaia di persone, esecuzioni senza processo e senza la normale istruzione, crearono condizioni di insicurezza, di paura e financo di disperazione. È stato accertato che dei 139 membri e supplenti del comitato centrale del partito, eletti al XVII Congresso, 98 erano stati arrestati e fucilati, cioè il 70%" . ( Dal rapporto segreto di Krusciov al XX congresso).
 
Stalin era stato divinizzato, era il vincitore della guerra, il creatore del mondo socialista e all'improvviso divenne un criminale, giudicato come tale al 20° congresso.

Fu un momento cruciale, non solo per il partito comunista sovietico, ma per tutto il movimento comunista internazionale. I comunisti di tutto il mondo furono colpiti nelle fondamenta delle loro credenze. Stalin, sino ad allora esaltato quale padre dei popoli, maestro e guida, difensore degli oppressi e della pace, secondo il rapporto era stato invece un tiranno megalomane, un sadico paranoico ed assassino, un teorico da farsa, un persecutore di innocenti, il responsabile della guerra fredda. Reso pubblico un poco alla volta, il documento scosse profondamente i comunisti di tutto il mondo e anche in seguito a tale evento il comunismo perse il suo carattere di religione secolare.
 
Secondo lo storico Norman Naimark, docente alla Stanford University, le ragioni per cui Krusciov avviò il processo di destalinizzazione furono essenzialmente due, entrambe relative alla situazione interna dell'Unione Sovietica. La prima politica: Krusciov aveva grandi oppositori nel partito tra cui Molotov e Kaganovich. L'unico modo per avere la meglio era associarli a Stalin e allo stalinismo, denunciando Stalin poteva spezzare la loro presa sul partito. L'altra era che Krusciov era sensibile alla necessità per il popolo russo di emanciparsi da un passato orribile.

Tutti i lager furono chiusi, solo a Mosca ritornarono 200.000 detenuti politici. Su iniziativa di Anastas Mikoyan, Primo Vice-Premier,  vennero create apposite commissioni per la riabilitazione dei detenuti politici accusati o uccisi ingiustamente. Anche Gorbaciov riconosce a Krusciov il merito della riabilitazione di migliaia di persone il cui buon nome venen ristabilito. Un processo che poi si fermò completamente con Breznev e venne ripreso soltanto con la Perestrojka.
 
Il figlio di Mikoyan, Stephan ricorda che :
 
"Dopo il rapporto la situazione nel paese cambiò la gente cominciò a parlare più liberamente, anche nelle riunioni di partito c'era un comportamento totalmente diverso".

L'annuncio della coesistenza pacifica
Una novità fu anche il principio espresso nel rapporto che Krusciov presentò nei primi giorni del congresso. Venne affermata la possibilità della coesistenza pacifica con il mondo capitalistico nell'era delle armi nucleari, e la legittimità e la possibilità di diverse vie d'accesso al socialismo.

Tema, quest'ultimo, ripreso da Togliatti, l'allora segretario del Partito Comunista Italiano, nel suo discorso al congresso:

"Comprendiamo perfettamente, compagni, che la strada per la conquista del potere e per la realizzazione della società socialista non è in tutti i suoi aspetti obbligatoria per tutti i paesi. Questo percorso può e deve avere in ogni paese le sue peculiarità. Davanti a noi sta il compito di elaborare una via italiana che deve prendere in considerazione lo sviluppo storico del paese, la sua struttura sociale, l'orientamento di larghe masse di popolazione e delle loro organizzazioni. Noi vogliamo che questa lotta si sviluppi sul terreno della democrazia, nelle forme del movimento popolare e democratico. Come ha detto il compagno Krusciov; noi non siamo dalla parte della violenza.".
 
L'annuncio della coesistenza pacifica fu dovuto secondo lo storico David Holloway al fatto che l'Unione Sovietica aveva raggiunto un sostanziale equilibrio sul piano militare con l'armamento nucleare americano. I paesi socialisti disponevano di mezzi decisivi per rispondere a un eventuale attacco degli aggressori. Nel 1948 i russi ebbero la prima forma di bomba atomica a cui gli americani rispondono con la ricerca della bomba all'idrogeno. Da questo equilibrio di forze ha origine la destalinizzazione.
 
In Italia
Secondo Giuseppe Vacca, presidente dell'Istituto Gramsci, il '56 rappresentò da un lato una straordinaria legittimazione della linea di Togliatti della via italiana al socialismo, come era stata impostata nel '44 '47, ma dall'altro una contraddizione che minava in maniera profonda la credibilità internazionale dei movimenti comunisti.

L'Unità, organo ufficiale del partito comunista italiano, non pubblicò il rapporto, ma soltanto la notizia della sua esistenza. Nel partito ci fu una divisione tra quelli che lo presero come una cosa reale, e altri che dicevano essere un falso costruito dagli americani. Solo il 17 giugno L'Unità ammise che la società sovietica era giunta a certe forme di degenerazione.

Il 'rapporto segreto', che Krusciov aveva pronunciato nella seduta riservata ai delegati e che era stato dato in lettura al solo Togliatti, venne pubblicato in giugno prima dal New York Times, poi, in Italia dal settimanale Il Punto.

Il 24 giugno 1956 nella relazione al comitato centrale del partito Togliatti si assunse l'onere della corresponsabilità dei crimini staliniani. 'Non poteva non farlo', afferma Giuseppe Vacca, 'essendo stato nel 1936, il principale interprete della giustificazione nella propaganda dei processi di Mosca. Togliatti risolse il problema morale assumendosi pienamente la corresponsabilità degli aspetti criminali del comunismo staliniano'.

Nell'intervista "Nove domande sullo stalinismo" apparsa sulla rivista Nuovi Argomenti (diretta da Alberto Moravia e Alberto Carocci) del giugno '56, Togliatti fece il tentativo di aprire un discorso più ampio sull'Unione Sovietica. Togliatti nell'intervista criticava la personalizzazione della critica, come se la colpa fosse nel carattere personale di Stalin e non nel sistema così come si era venuto configurando. Togliatti spostò l'attenzione sull'autonomia dei partiti comunisti nei diversi scacchieri internazionali:: è la teoria del "policentrismo". Togliatti affermò che «sfuggono i problemi veri, che sono nel modo e nel perché la società sovietica poté giungere e giunse a certe forme di allontanamento dalla via democratica e dalla legalità che si era tracciata, e persino di degenerazione».
Ma una delle cose più lungimiranti che disse Togliatti, secondo Giuseppe Vacca, fu che era giunta l'ora di scrivere finalmente la storia del comunismo per quello che è stato. Secondo Mario Pirani il non aver fatto i conti con l'evidenza drammatica e tragica dei crimini staliniani è costato alla sinistra italiana il destino di restare sempre all'opposizione, di arrivare al governo lacerata stanca incapace di avere un'idea forte della società.

Le reazioni internazionali
Il grande scrittore francese Jean-Paul Sartre cominciò a dubitare del comunismo quando lesse il rapporto nel maggio del 1956. In Francia c'era stata l'esperienza di Kravchenko che già nel 1946 nel libro Ho scelto al libertà aveva denunciato i crimini di Stalin. Il partito comunista francese lo aveva citato in giudizio dichiarando che erano menzogne. Ma ecco che improvvisamente da Mosca viene detto che non si tratta di menzogne, ma della verità.

Ma la reazione più dura fu quella del Partito Comunista Cinese, per Mao non era possibile in quel momento dire che Stalin era un criminale. Era un enorme danno ideologico per la Cina.

Krusciov precursore di Gorbaciov.
Secondo Julia Kruschova, nipote di Nikita Krusciov, le intenzioni dei due leader sono state simili. Gorbaciov fece iniziare il ventisettesimo congresso del PCUS (febbraio 1986) nel giorno dell'anniversario della lettura del rapporto segreto, quando vennero avviati numerosi processi di cambiamento che grazie al Glasnost ("apertura"), alla Perestroika ("ristrutturazione") e all' Uskorenie ("accelerazione" dello sviluppo economico) avrebbero portato alla fine della Guerra Fredda: "Una specie di legame tra i tempi. Gorbaciov è una figura tragica esattamente come mio nonno."

Una puntata di Didi Gnocchi