L’alba del giorno 47 - Storia di Giuseppe Taliercio

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È il 20 maggio 1981. Le Brigate Rosse rapiscono Giuseppe Taliercio, direttore da poco più di un anno dello Stabilimento Petrolchimico di Porto Marghera, all’epoca una delle roccaforti del capitalismo italiano. Un sequestro caratterizzato dal silenzio assoluto da parte dei rapitori che non fanno alcuna richiesta di riscatto. Taliercio è giudicato dalle Br quale unico responsabile dei gravi problemi dello Stabilimento, e soprattutto degli incidenti a carico di alcuni operai. Un uomo in pericolo dunque. Ma la sua è una tragedia annunciata: un anno prima infatti era già stato assassinato l’ing. Silvio Gori, vicedirettore del Petrolchimico. All’alba del giorno 47 il corpo senza vita di Giuseppe Taliercio, crivellato da 17 colpi di pistola esplosi dal killer Antonio Savasta, viene ritrovato nel bagagliaio di un’auto abbandonata nei pressi del Petrolchimico, a seguito di una telefonata anonima che ne segnala la presenza. La Storia siamo noi indaga sui lati oscuri della vicenda attraverso interviste ai familiari e documenti esclusivi. Giuseppe Taliercio: una vittima degli anni di piombo.