23 Maggio 1945. Nell'ufficio del sergente inglese Edwin Austin entra un uomo trasandato, avvolto in una coperta: ha un occhio bendato ed un aspetto sofferente. Sembra uno dei tanti che hanno perso la guerra, un soldato tedesco allo sbando. E? invece un gerarca nazista di  primo piano. Il suo nome  è  Henrich Himmler, un ideologo  feroce, l'architetto del genocidio. Una carriera  fulminante degna di una cinica ambizione . Vicecapo delle guardie del corpo di Hitler, le SS, dopo 'la notte dei lunghi coltelli ? ne diventa il comandante assoluto. E? il 30 giugno 1934. La strada di Himmler ormai è spianata. Si proclama erede di Enrico I l'Uccellatore ed ispira il nazionalsocialismo ai miti teutonici, esaltando le radici ariane. Le SS, diventate le milizie paramilitari del grande Reich, seminano il terrore tra i nemici del regime. Poi il genocidio. Si comincia silenziosamente: i ghetti diventano prigioni, le cittadine campi di concentramento costruiti dalle stesse mani dei detenuti. Il quartier generale delle SS,  il castello di Wewelsburg, è costruito da deportati ed arredato con  macabre suppellettili.
Gennaio 1942: la conferenza di Wannsee  pianifica la "soluzione finale". Un anno dopo Himmler assume la carica di ministro degli Interni: ora ha il controllo totale della macchina dello sterminio. Quando per i nazisti  le sorti del conflitto sono segnate, Himmler  tenta  un accordo di pace  con gli angloamericani. Sul pugnale delle SS era inciso il motto 'il mio onore è la fedeltà?. Himmler invece tradisce il suo Fuehrer ma non ottiene nulla.
Prima di suicidarsi Hitler lo deporrà da tutti i suoi incarichi e il nuovo Fuehrer, l'ammiraglio Karl Doenitz , gli nega ogni possibilità di riabilitazione. Himmler lascia Berlino e insieme a migliaia di ufficiali tedeschi, assume una falsa identità. Arrestato dalle truppe inglesi si sottrae agli interrogatori  con il suicidio. Anche per lui la morte verrà da una capsula di cianuro.