Il 18 aprile 1974 le Brigate Rosse assurgono a notorietà nazionale con il rapimento del giudice genovese Mario Sossi. Esse derivano da due gruppi della Nuova sinistra, Potere operaio e Lotta continua. Si sospetta che il loro leader, Renato Curcio, abbia passato qualche tempo  in Cecoslovacchia nel 1972 per essere addestrato a compiere atti terroristici. Le Brigate Rosse si finanziano mediante ricatti e rapine. Prima del 1974 hanno svolto un’azione di propaganda contro il sistema politico e danneggiato sporadicamente qualche fabbrica. Il rapimento del giudice Sossi rappresenta una escalation nella loro strategia. Le Br decidono di concentrarsi su obiettivi specifici, scegliendo la maggior parte delle vittime tra i magistrati, gli uomini politici, i dirigenti, le forze di polizia, i sindacalisti. È questo il caso di Guido Rossa, operaio dell’Italsider, un comunista di stretta osservanza, sostenitore dell’antiterrorismo, barbaramente ucciso dalle Br all’inizio del 1979. “Delazione” il capo d’accusa attribuitogli dai brigatisti per aver denunciato un compagno di lavoro, Francesco Berardi, che distribuiva in fabbrica volantini delle Br