El Padre - San Josemaría Escrivá de Balaguer

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Setta cattolica, massoneria bianca, octopus dei (la piovra di Dio): l'Opera di Escrivà de Balaguer è stata ribattezzata dai suoi oppositori, nel corso del tempo, con epiteti intenti a sottolineare la poca trasparenza della sua attività e la sua capillare penetrazione dei gangli del potere. L'ultima polemica che ha fatto scalpore è scaturita dopo l'uscita del film Il codice da Vinci, ispirato al best seller di Dan Brown. In quell'occasione l'Opus Dei ha duramente reagito al ritratto nefasto dell'organizzazione cattolica nel libro e sullo schermo. Ma come fu che Josemaría Escrivá de Balaguer fondò l'Opus Dei?


"Una divina inquitudine"
Josemaría Escrivá de Balaguer nasce Barbastro, nel nord della Spagna, il 9 gennaio 1902, secondo dei sei figli di José Escrivá e María Dolores Albás. Nel 1918 inizia gli studi ecclesiastici nel Seminario di Logroño, e dal 1920 li prosegue nel Seminario S. Francesco di Paola, a Saragozza, città nella quale, contemporaneamente, intraprende gli studi giuridici come privatista all' Università Pontificia col permesso dell'Autorità ecclesiastica.

All'interno del seminario la disciplina è molto rigida. Le stanze sono piccole e spartane: un letto, un tavolo, una sedia e un attaccapanni. Una candela a settimana viene consegnata ai giovani seminaristi. La sveglia è alle 6 e 30; i ragazzi hanno a disposizione 30 minuti per l'igiene personale, poi mezz'ora di meditazione in preparazione della messa nella Chiesa di S. Carlo. Josémarìa si mostra subito molto devoto e disciplinato: ogni giorno fa visita alla Chiesa della Madonna del Pilar. Nasce molto presto nella sua anima quella che egli chiamerà una "divina inquietudine": 'Avevo il presentimento che il Signore volesse qualcosa da me, anche se non sapevo cosa, ma sapevo che pregare era la strada giusta'.

Riceve l'ordinazione sacerdotale il 28 marzo 1925, e comincia ad esercitare il ministero in una parrocchia rurale, quindi a Saragozza. Nella primavera del 1927, sempre col permesso dell'Arcivescovo, si trasferisce a Madrid, dove diviene cappellano del Patronato per i malati, iniziativa assistenziale delle Dame Apostoliche del Sacro Cuore, ed è docente in un'Accademia universitaria. Frattanto continua gli studi e i corsi di dottorato in Legge. Il cappellano va man mano prendendo un ruolo sempre più importante nelle opere di misericordia del patronato, in primo luogo nell'opera di formazione dottrinale, e poi anche delle attività esterne, una in particolare era l'Opera di preservazione della fede in Spagna, sorta per contrastare la propaganda anticlericale che si diffondeva nella cintura operaia intorno a Madrid.

Escrivà de Balaguer "vede" l'Opus Dei:
Il 2 ottobre 1928 Josemarìa, a Madrid, mentre è seduto in raccoglimento ad ascoltare le campane, ha una vera e propria illuminazione: vede un gruppo di persone di tutte le età, di tutte le professioni, che con la loro vita quotidiana, con il loro lavoro e le loro opere sono in grado di guadagnarsi il cielo: quello che poi costituirà il nucleo centrale dell'Opus Dei.

La linea fondamentale dell'Opus Dei è, infatti, la santità nel lavoro ordinario. "Hai l'obbligo di santificarti. Anche tu. Chi pensa che la santità sia un impegno esclusivo dei sacerdoti e dei religiosi' A tutti, senza eccezione, il Signore ha detto: 'Siate perfetti''", scriverà più tardi il fondatore dell'Opera. Nell'Opera, dunque, ciascuno è chiamato a santificarsi nel proprio lavoro quotidiano, un lavoro che si trasforma in preghiera e costante dialogo con Dio. Questo vuol dire esattamente "tradurre in endecasillabi la prosa quotidiana": cercare la propria santità in mezzo al mondo, nelle cose ordinarie ("fare straordinariamente bene le cose ordinarie"), trasformando il lavoro quotidiano in orazione, occasione di incontro con Dio; poiché il Signore ha creato l'uomo affinché lavorasse e il lavoro è, appunto, il mezzo attraverso il quale l'uomo partecipa all'opera divina della creazione.

La data del 2 ottobre diviene la pietra miliare dell'Opus Dei. 'L'Opera irruppe nel mondo il 2 ottobre' dirà il suo fondatore esprimendosi in forma impersonale in una sua meditazione. Quel giorno Escrivà riceve il messaggio divino di andare a predicare quel messaggio di santità in mezzo al mondo, aprire una strada che ancora non esisteva, iniziare nella Chiesa un nuovo cammino vocazionale, guidare moltitudini di fedeli nel seno della Chiesa; egli non vide i particolari e le tappe del processo di fondazione dell'Opus Dei, ma vide l'Opera proiettata nei secoli come disegno provvidenzialmente realizzato da Dio.


L'espansione apostolica
Nel 1933 Escrivà de Balaguer apre un'Accademia universitaria perché si rende conto che il mondo della scienza e della cultura è un punto nevralgico per l'evangelizzazione dell'intera società. Nel 1934 pubblica, con il titolo di Consideraciones espirituales, la prima edizione del Cammino, un libro del quale finora sono stati pubblicate più di quattro milioni e mezzo di copie, con 372 edizioni in 44 lingue.

Quando nel 1939, dopo gli anni difficili della guerra civile, le truppe di Franco entrano a Madrid, Josémarìa è tra i soldati a sfilare nella capitale, con la veste talare. Con la vittoria di Franco, nello scenario che segue la fine della guerra nel 1939, il fondatore dell'Opus Dei può imprimere nuovo slancio al suo lavoro apostolico in tutto il Paese. Ben presto, però, iniziano a serpeggiare nel paese una serie di critiche all-operato del religioso, si diffondono dicerie su strani rituali poco ortodossi che si compirebbero all'interno dell Opus Dei, i mormorii arrivano fino a Roma e Balaguer nel 1946 va in Vaticano ad illustrare al Santo Padre, in un colloquio privato, che tipo di lavoro stesse svolgendo e a chiedere il riconoscimento pontificio dell'Opus Dei.
"I santi se ne sono andati all'altro mondo portandosi dietro un sacco di immondizia gettata loro addosso dai contemporanei", dirà più tardi Escrivà  in un discorso pubblico.

Il 24 febbraio 1947 Pio XII concede il decretum laudis e il 16 giugno 1950 l'approvazione definitiva . Viene stabilito che la sede centrale dell'Opus Dei sia a Roma, per sottolineare in modo ancora più tangibile l'aspirazione che informa tutto il suo lavoro: Servire la Chiesa come la Chiesa vuole essere servita, in stretta adesione alla cattedra di Pietro e alla gerarchia ecclesiastica.
Escrivà de Balaguer ha nel frattempo ottenuto il dottorato in teologia all'Università Lateranense, ed è stato nominato consultore di due Congregazioni vaticane e membro onorario della Pontificia Accademia di Teologia e prelato d'onore di Sua Santità. Da Roma si reca più volte in vari paesi europei, per dare impulso all'avvio e al consolidamento dell'attività dell'Opus Dei. Per gli stessi motivi, fra il 1970 e il 1975 intraprende lunghi viaggi in Messico, nella penisola iberica, in Sud America e in Guatemala, tenendo riunioni di catechesi con gruppi numerosissimi di persone, al fine di stimolare la diffusione dell'Opus Dei in tutto il mondo, prodigando tutte le sue energie nel dare agli uomini e alle donne dell'Opera una solida formazione dottrinale.

Muore a Roma il 26 giugno 1975; il suo corpo riposa nella Chiesa Prelatizia di Santa Maria della Pace, nel quartiere dei Parioli, a Roma. Alla morte del fondatore l'Opus Dei contava più di 60.000 membri.

Beatificazione e Canonizzazione
Dopo la morte del religioso spagnolo numerosissime sono le lettere provenienti dai cinque continenti che chiedono al Papa l'apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Josemaría Escrivá de Balaguer.
La causa si è aperta nel febbraio del 1981. Conclusi tutti i necessari tramiti giuridici, la beatificazione del fondatore dell'Opus Dei è stata celebrata il 17 maggio 1992.
Dieci anni dopo, il 6 ottobre 2002 Giovanni Paolo II canonizzava Josemaría Escrivá in piazza San Pietro a Roma, alla presenza di 300.000 persone. Così il Pontefice nell'omelia:  "San Josemaría fu scelto dal Signore per annunciare la chiamata universale alla santità e per indicare che la vita di tutti i giorni, le attività comuni, sono cammino di santificazione. Si potrebbe dire che egli fu il santo dell'ordinario".