C`era una volta Portobello - Quanti programmi sono nati da Portobello?

Get Adobe Flash player

 

Venerdì 27 maggio 1977, dalla FieraDue di Milano va in onda la prima puntata di Portobello, la trasmissione condotta e ideata da Enzo Tortora.
Il programma, in onda su Raidue nella prima serata del venerdì, raggiunge, nei sei anni in cui va in onda, punte record di 27 milioni di telespettatori, diventando una pietra miliare della storia della televisione.


Un format straordinario
Massimo Fichera, allora direttore di Raidue, ricorda che alla base della trasmissione c'era anzitutto l'esigenza di fare una trasmissione popolare. E popolare Portobello lo fu davvero. Vuoi grazie alla sigla orecchiabile e giocosa, vuoi per la presenza del famigerato pappagallo, per le emozioni, le lacrime, e le risate, Tortora riesce a raggiungere tutte le fasce di età, dai più piccoli ai più anziani.
Portobello è un programma che, da solo, contiene, in nuce, un intero palinsesto. La cosiddetta Tv verità, molti dei programmi di successo che nel corso dei decenni successivi si sono affermati in televisione, sono nati da costole della trasmissione di Tortora.
Ma la particolarità dello stile del presentatore di Portobello, sostiene Bonolis, era che i singoli casi umani venivano seguiti e aiutati anche dopo la trasmissione; non c'era, insomma, la speculazione sul dolore che oggi regna in TV.
Se c?è chi critica la trasmissione, accusandola di rappresentare un'Italia melenza da libro Cuore, e di cercare la lacrima facile, i grandi della televisione sono tutti concordi nell'apprezzarla. Secondo Pippo Baudo Portobello è stata 'la maestra delle trasmissioni d'intrattenimento'. Maurizio Costanzo sostiene che Portobello era un concentrato di idee televisive senza eguali.

Enzo Tortora e la Rai: dissidi e successi
Enzo Tortora, ligure, classe 1928, di famiglia borghese, è nato e cresciuto dentro la RAI, dove entra vincendo un concorso nel 1951, Nel 1956 debutta in Tv, affiancando come valletto, in smoking verde pisello, Silvana Pampanini in Primo applauso. Nel 1957 spopola con Telematch, facendo scervellare gli italiani davanti ad un oggetto misterioso. Ma è con Campanile Sera, accanto a Mike Bongiorno in qualità di inviato dai paesi dellla provincia del nord Italia, che Tortora rivela le sue doti di conduttore, entrando di prepotenza nella schiera degli astri vincenti della televisione italiana.
Dalla Rai viene allontanato una prima volta nel 1966 perché ospita nella sua trasmissione un'imitazione di Amintore Fanfani fatta da Alighiero Noschese, giudicata offensiva dai censori dell'epoca.
Torna poi alla TV con Il Gambero e La domenica sportiva, trasmissione che prima di lui si limitava ad un'elencazione di fatti di cronaca sportiva e che invece nella sua nuova veste si colora di sketch, interviste dal vivo, collegamenti a sorpresa e trovate innovative.

Nel dicembre dl 1969 avviene la seconda clamorosa rottura con la RAI; in un'intervista al settimanale "Oggi" Tortora pronuncia giudizi sferzanti contro l'ente di Stato e il monopolio televisivo. Nuovamente allontanato dalla televisione pubblica, Tortora fonda a Milano Telealtomilanese e Antenna 3, le prime televisioni private italiane.

Il ritorno in RAI e il successo di Portobello
Nel 1977, dopo 8 anni di esilio, Tortora viene richiamato a Viale Mazzini, e l'occasione del grande riscatto arriva, appunto, con Portobello. Firmano con lui la trasmissione la sorella Anna e il pubblicitario Angelo Citterio. Accanto al presentatore ligure ci sono Gigliola Barbieri, sua assistente per quasi 30 anni, Renée Longarini, mitica responsabile del Centralone che filtra le telefonate, il jazzista Lino Patruno, autore della celebre sigla e, naturalmente, l'indimenticabile pappagallo che ha il nome della trasmissione: Portobello.
Far pronunciare al pappagallo il proprio nome divenne la sfida nazionale.

Il programma è imperniato sull'idea di un mercatino (da cui il nome che richiama il famoso mercato di Londra) dove i partecipanti possono vendere, acquistare, scambiare oggetti e idee, facendosi contattare dal pubblico da casa attraverso telefonate in diretta. In ogni puntata vengono presentate un certo numero di invenzioni, oltre a due rubriche fisse di grande successo: "Dove sei", nella quale si cercano persone scomparse, e "Fiori d'Arancio", dove si va per cercare l'anima gemella. Un ruolo fondamentale è rivestito dalle telefoniste che, operando un filtro in diretta con i telespettatori, hanno il compito di giudicare i singoli casi ed estrapolare quelli più adatti.
 
La drammatica interruzione e il breve ritorno in TV
Il 17 giugno del 1983 Tortora, che quello stesso giorno avrebbe dovuto firmare in Rai il contratto per la settima edizione di Portobello, viene arrestato all'alba all'Hotel Plaza di Roma in una grande operazione anticamorra, sulla base delle testimonianze di alcuni pentiti. E' l'inizio di un incubo giudiziario e di una gogna mediatica che durerà quattro anni.

E' il 20 febbraio 1987 quando Enzo Tortora si ripresenta davanti ai suoi telespettatori e pronuncia la famosa frase: «Dunque, dove eravamo rimasti' Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. Io sono qui per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta.»
C?è una grande commozione intorno al suo ritorno, ma esso ha perso la leggerezza e l'allegria. E' un uomo coraggioso quello che si ripresenta al suo pubblico, segnato e invecchiato, ma appare chiaro che la vicenda gli ha lasciato una traccia indelebile, e che Tortora non è più lo stesso uomo.
L'ultima puntata di Portobello va in onda il 26 giugno 1987.
Enzo Tortora muore di cancro il 18 maggio 1988.