Il 19 agosto 1954 muore a Sella Valsugana, nel Trentino, Alcide De Gasperi, fondatore e dirigente della Democrazia Cristiana, statista di primo piano nella storia italiana. Il suo fu un percorso umano e politico di rinnovamento della nazione, a partire dal viaggio compiuto negli Stati Uniti con l'ottenimento dei finanziamenti del 'piano Marshall? (piano di ricostruzione promosso dagli USA a vantaggio delle popolazioni colpite dalla guerra), dalla ferma scelta di adesione alla NATO e al decisivo impulso alla nascita dell'unione Europea attraverso il successo della formazione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio - 1951) e anche il tentativo fallito di creare una difesa comune (CED).
 
In politica interna De Gasperi favorì la nascita dell'ENI di Enrico Mattei, promosse la riforma fiscale con il "Piano Vanoni", creò le condizioni per l'attuazione del "Piano Casa" (noto come "Piano Fanfani", che darà un'abitazione a centinaia di migliaia di italiani), avviò la riforma agraria e costituì la Cassa per il Mezzogiorno per il rilancio dell'economia meridionale. Nel 1953, con quella che sarà definita dai suoi oppositori la 'legge Truffa?, intese assegnare un premio di maggioranza ai vincitori delle elezioni, definendo così la priorità della governabilità.

De Gasperi fu un politico integerrimo, rigoroso, profondamente cattolico, sensibile ai drammi italiani e, per questo, fermo assertore e fautore del progresso. Ha infatti condotto un Paese sconfitto fuori dalla crisi economica e morale in cui era sprofondato. Le sue grandi visioni e realizzazioni come l'europeismo, la costante ricerca del metodo democratico e la profonda fede cristiana che si traduce in un atteggiamento compiutamente laico in politica, ne hanno fatto un modello per generazioni di uomini politici.

De Gasperi nasce il 3 aprile del 1881 a Pieve Tesino nel Trentino, allora provincia austriaca. Gli anni della giovinezza sono segnati dalle difficoltà economiche della famiglia: una condizione che si rivela  decisiva nella sua formazione. Giovanissimo giornalista e sindacalista entra presto nelle file del movimento irredentista cattolico che sostiene l'indipendenza del Trentino dall'impero asburgico. Entra, in seguito, nell'Unione politica popolare ? formazione democratica d'ispirazione cristiana - e nel 1911 diviene deputato al parlamento austro-ungarico di Vienna proclamando la ferma volontà di annessione della popolazione trentina all'Italia.

Con la fine della Prima guerra mondiale nel 1918, il Trentino è annesso all'Italia e De Gasperi è tra i fondatori del Partito Popolare Italiano (nato nel 1919 ad opera del sacerdote siciliano Luigi Sturzo) divenendone parlamentare nel 1921. Nel 1923, a un anno dalla "Marcia su Roma" che avviò l'esperienza fascista in Italia, diviene segretario politico del partito prendendo il posto di don Sturzo e mantenendo una ferma linea di opposizione al neonato regime mussoliniano, tanto che nel 1927 viene condannato a quattro anni di reclusione per sovversione. Scarcerato, entra in Vaticano dove ottiene l'incarico di bibliotecario. Da lì ha modo di prendere parte alla riorganizzazione clandestina del Partito Popolare - bandito anni prima dal fascismo - che, nel 1942, prende il nome di Democrazia Cristiana. Ne diviene segretario nel 1944.

Dopo gli anni della collaborazione partigiana con le altre forze politiche ostili al fascismo all'interno Comitato di Liberazione Nazionale, dal '44 al '53 De Gasperi è sempre al governo, prima come ministro degli esteri (governo Bonomi-Parri) e, dal dicembre 1945, come presidente del Consiglio per otto successivi mandati. Lo statista trentino dedica tutte le sue forze alla ricostruzione del Paese prostrato dagli anni della guerra e gestisce i giorni difficili del referendum del 2 giugno '46 che avvia la fase della Costituente e la nascita della Repubblica con l'esilio di re Umberto II di Savoia.

Convinto europeista, De Gasperi si distingue come uno dei padri fondatori dell'Unione europea insieme al cancelliere tedesco, il democristiano Konrad Adenauer e al francese Robert Schuman. Nasce così la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio - 1951) della quale De Gasperi diviene presidente nel 1954. Democratico rigoroso e convinto sostenitore dell'Alleanza Atlantica con gli Stati Uniti, conduce la Democrazia Cristiana al trionfo elettorale nel 1948 contro il Fronte social-comunista. Nel 1953 la DC registra un calo elettorale pur rimanendo il partito di maggioranza e De Gasperi, nel suo ultimo discorso al congresso del partito a Napoli, esprime la volontà dell'unità della DC. È il suo testamento politico. Muore a Sella Valsugana, nel Trentino, il 19 agosto 1954.


Puntata di Alessandro Arangio Ruiz e Fabrizio De villa