Il 14 agosto del 1988 a Maranello muore Enzo Ferrari, il creatore della “rossa”, simbolo dell’Italia che vince, l’uomo che ha imposto il mito del cavallino rampante, il brand italiano più conosciuto nel mondo. Commendatore, cavaliere del Lavoro, due lauree honoris causa, una sequela di successi, nove vittorie al campionati del mondo, ma anche una vita costellata da grandi dolori e da continue perdite, in primo luogo quella del figlio primogenito Dino, malato di distrofia muscolare e scomparso prematuramente a 24 anni, nel 1956. (Alla sua memoria Enzo Ferrari dedicherà, una delle più celebri vetture dell’azienda, la Ferrari-Dino).
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Oggi il figlio Piero, vicepresidente del gruppo Ferrari, racconta il padre, l’uomo privato Enzo Ferrari, le sue abitudini, le asprezze del suo carattere, i momenti di gioia; e lo fa dallo stesso studio di Fiorano dove suo padre, uomo straordinariamente abitudinario, si recava al lavoro ogni pomeriggio.
Piero Ferrari racconta di suo padre come un grande e instancabile lavoratore, e di come i momenti di svago fossero pochi e molto brevi; andare a Rimini a mangiare il pesce era il massimo che egli si concedesse dal lavoro.
La compagna di una vita e madre di Piero, Lina Lardi, racconta con tenerezza della sua storia d’amore con Enzo Ferrari; i momenti felici nel corso dei 59 anni passati insieme, dai primi incontri alla nascita del figlio.
La tragedia di Guidizzolo e la fine della Mille Miglia
La storia della Ferrari, come di tutto l'automobilismo, è costellata anche da tragici avvenimenti. Uno in particolare, per la sua gravità, decretò la fine immediata della Mille Miglia come gara di velocità. Durante questa maratona automobiliostica, nel mantovano, vicino a Guidizzolo, il 12 maggio del 1957 il pilota spagnolo Alfonso de Portago uscì di strada a quasi 300 km/h per lo scoppio del pneumatico anteriore, causando la morte di nove spettatori, fra cui cinque bambini, e perdendo la vita assieme al copilota, il giornalista americano Edmund Gurner Nelson. Quanto accaduto quel giorno provocò una reazione emotiva di ampie dimensioni che portò non solo alla fine della classica competizione ma anche alla messa sotto accusa dello sport automobilistico nel suo complesso. Tutte le gare in Italia furono sospese, da maggio a luglio, con un provvedimento del governo. Per l'incidente provocato dalla Ferrari di De Portago Enzo Ferrari subì un processo, terminato poi con un'assoluzione piena ma in ogni caso personalmente molto traumatico.
L’acordo Ferrari-Fiat
Negli anni Sessanta Ferrari cerca un sostegno economico e industriale per la produzione di serie delle sue granturismo. Arriva vicinissimo ad un accordo con la statunitense Ford, ma proprio al momento della firma del contratto Enzo Ferrari scopre, in un allegato, che la sua attività sarebbe stata condizionata all’approvazione di Detroit. Così, in un istante, manda all’aria la trattativa. Poi, il 18 giugno 1969, Enzo Ferrari sigla con Gianni Agnelli ll'accordo Ferrari- FIAT.
Il Papa in Ferrari
Il 4 giugno del 1988 Giovanni Paolo II visita gli stabilimenti Ferrari. Enzo Ferrari è malato e non può partecipare di persona all’incontro; avrà con il Pontefice solo un colloquio telefonico. Il Papa, al di fuori da ogni protocollo, chiede che gli venga fornita un'automobile Ferrari per salutare i fedeli raccoltisi lungo la pista di Fiorano. Il suo desiderio viene rapidamente esaudito e l’immagine del Papa a bordo della rossa fa in poche ore il giro del mondo.
Enzo Ferrari muore il 14 agosto del 1988, dopo una lunga malattia, all'età di 90 anni. E' sepolto nel cimitero di famiglia, a San Cataldo, accanto a figlio Dino, la moglie Laura, ai genitori, e al fratello Alfredo.
“Soddisfare una mia ansia realizzatrice”; così Enzo Ferrari rispondeva a chi gli domandava quale fosse stato il primo motore della sua intensa e appassionata attività. Durante il periodo della sua conduzione, dal 1947 al 1988, la Ferrari ha riportato in tutto il mondo oltre 5000 vittorie sportive e conquistato 25 titoli mondiali in tutte le categorie delle corse automobilistiche.