A partire dal 1929 il governo fascista di Benito Mussolini dà inizio al progetto di conquistare un “proprio posto al sole” sulla scia di Gran Bretagna e Francia: l’aspirazione del duce è, in altre parole, quella di avviare una politica imperialista che sia in grado di dare lustro al regime, di conquistare terre ricche di risorse naturali, di ricostruire un impero sullo stile del grande impero romano. L’Abissinia sembra subito, alle alte gerarchie politiche e militari fasciste, l’obiettivo giusto; è uno Stato ancora indipendente e l’invasione italiana non avrebbe con tutta probabilità provocato reazioni internazionali. Inoltre il livello militare delle truppe etiopi è basso: la guerra di Etiopia sembra l’occasione adatta per vendicare la sconfitta subita dall’Italia, nel 1896  in Africa orientale. 

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