Mentono abbassandosi l’età, spesso hanno il primo rapporto sessuale con un cliente “senza neanche sapere come si fa”, lasciano il proprio paese con l’illusione di un’assunzione e si ritrovano sfruttate, costrette a prostituirsi e maltrattate da gente cinica, senza scrupoli e avida di denaro.
Olga ha 14 anni, è arrivata dalla Romania con una donna che le aveva promesso un lavoro come baby sitter. Vitto e alloggio e 500 euro al mese. Niente di tutto questo è accaduto, e in Italia non ha trovato che violenza e umiliazione. Purtroppo la sua è solo una delle tantissime storie di sfruttamento minorile, che spesso si consumano a pochi passi dalle nostre case, nel silenzio e nella paura.
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Ma chi sono i trafficanti di esseri umani? Come funziona materialmente il traffico delle giovani donne e la loro successiva riduzione in schiavitù?
Romania, Timisoara: carcere di massima sicurezza
Degli oltre mille detenuti, 75 sono condannati per traffico di esseri umani. La storia siamo noi è andata ad intervistarne uno, Ioan Bolgovici, 50 anni, condannato in via definitiva a 8 anni e 6 mesi di reclusione. Il suo è un reato agghiacciante: ha venduto tre minorenni. Una era sua figlia.
Bolgovici racconta come avviene la fase “preliminare”:
Si racconta alla ragazza che verrà portata all’estero, in Italia, in Francia, in Belgio…e che verrà fatta lavorare come ballerina, come spogliarellista in qualche locale o cose così. Poi si organizza il trasporto. Si parte insieme alle ragazze, le si accompagna all’estero, si riceve il compenso e le si lascia lì. In questo lavoro è molto importante chi si occupa dell’organizzazione, chi si occupa dei documenti e di sbrigare le formalità varie. Qualche volta la vendita è “diretta”; è lo straniero a venire qui. Le ragazze sono convinte che saranno assunte ma poi, arrivate sul posto, si rendono conto che non c’è nessuna assunzione. Viene tolto loro il passaporto e vengono costrette a prostituirsi. Se non vogliono, vengono trattenute con la forza, vengono picchiate, drogate, viene tolta loro l’identità. Diventa molto difficile per loro scappare… Vendere una ragazza frutta tra i mille e i duemila euro. Dipende da tante cose – continua Ioan Bolgovici – dall’aspetto fisico, da quello che sanno fare….
Alla domanda se si pente di qualcosa, l’uomo risponde senza esitazione: “No”.
Quanto è difficile "comprare" una ragazza?
Attraverso una telecamera nascosta un giornalista, Daniel Neamy, va a Bucarest e finge di voler “comprare una ragazza” per un committente straniero e di volerla portare in Italia. Dopo vari passaggi e una lunga contrattazione la sua missione va a buon fine. Il prezzo finale è stato fissato in 450 euro.
Generatie Tanari
Generatie Tanari (Generazione giovane) è una casa famiglia in Romania dove sono state ospitate, dal 2001, circa trecento donne che sono riuscite a sfuggire ai loro sfruttatori. Molte sono tornate in Romania dall’Italia; il 40% di loro sono minorenni. La direttrice della casa famiglia racconta che molte vengono adescate direttamente negli orfanotrofi e prese di mira per essere indirizzate verso l’accattonaggio, i furti o la prostituzione. Altre sono donne che si sono lasciate ingannare ed hanno affidato la propria vita nelle mani delle persone sbagliate; perlopiù gente che prometteva loro moltissimi soldi.
Questa è la testimonianza di Maria, 14 anni:
All’età di 12 anni sono stata venduta e mandata sulla via della prostituzione da mia madre e dal suo convivente. Io ignoravo dove stessi andando, cosa sarebbe successo, cosa sarebbe stato di me. La mia padrona mi ha portato in un monolocale, dove sono rimasta per tre mesi. Prima d’allora non avevo mai avuto rapporti con uomini. La padrona ha iniziato a portare uomini dentro casa e mi obbligava ad andare a letto con loro. Quando sono arrivata a Generatie Tanari all’inizio era un po’ spaventata ma poi ho capito che questa era la mia nuova famiglia.
Molto simile è la storia di Alina, 15 anni, anch’essa venduta dalla madre, violentata a 13 anni e poi rivenduta e mandata in Italia dove è stata costretta a prostituirsi ed è stata ripetutamente picchiata. Commenta così quei momenti drammatici: Non ero più un essere umano.
Scoperte due "prigioni" nella capitale, a dieci minuti dal centro
Roma, ottobre 2006, zona Prati Fiscali, non lontano dal centro: la polizia scopre una caverna dove vivono segregate minorenni ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Gli aguzzini vengono dalla Romania. L’Interpol sostiene che le organizzazioni criminali di questo tipo, che hanno sempre una sede in Italia e una nel paese d’origine, sono particolarmente feroci e prive di scrupoli e i reati ad esse collegati straordinariamente efferati. I profitti sono enormi; una “schiava” può rendere fino a 2000 euro a settimana. Centomila euro l’anno. Solitamente le organizzazioni criminali, appena queste ragazze arrivano, per prima cosa le sfruttano fino a recuperare la somma pagata per il loro acquisto, poi le rivendono in altri "mercati".
Il 9 novembre dello stesso anno la polizia romana raccoglie la denuncia di due giovanissime rumene che, superando la paura, sono riuscite a scappare dalla loro prigione. All’interno del capannone dove la polizia fa irruzione lo spettacolo è agghiacciante. Degrado, sporcizia, materassi buttati per terra e, in fondo, una gabbia di due metri per due con le sbarre arrugginite ma un lucchetto nuovo di zecca. A una delle pareti scrostate è appeso un gancio con un cavo elettrico. I testimoni racconteranno che dal capannone provenivano urla “disumane”. La polizia perquisisce la casa accanto; gli indizi sono inequivocabili. Trovano passaporti, borsoni pieni di vestiti, trucchi e armi.
La prostituzione minorile è in aumento
Decine di migliaia di bambini vengono venduti ogni anno; secondo l’FBI il giro di affari intorno al traffico di esseri umani si aggira intorno ai nove miliardi e mezzo di euro annui. La prostituzione minorile è in preoccupante aumento ovunque nel mondo. Se in passato era legata soprattutto al fenomeno del “ turismo sessuale” oggi è arrivata nelle nostre città, fin sotto casa nostra. A Roma la presenza di minorenni raggiunge il 20/30%. Non esiste un identikit preciso del cliente; spesso sono persone normalissime, padri di famiglia.
La legge italiana
In Italia prostituirsi non è più un reato dal 1958. Compie però un reato chi sfrutta o induce alla prostituzione.
La tratta di esseri umani e la riduzione in stato di schiavitù sono puniti con una pena che può arrivare a 20 anni di carcere. Se si tratta di un minore può arrivare fino a 30. Un uomo che va con una minorenne rischia fino a 12 anni di carcere.
Secondo l’articolo 609 del codice penale il colpevole “non può invocare a propria scusa l’ignoranza dell’età della persona offesa”.