Muhammar Gheddafi nasce nel 1942, nel deserto della Sirte. Da ragazzo subisce il fascino di un grande leader politico che rappresenta una speranza per tutto il mondo arabo.

Il presidente egiziano Nasser è dalla fine degli anni Cinquanta, il teorico del panarabismo e del socialismo arabo. Il giovane Gheddafi fa propri i principi fondamentali della politica nasseriana: combattere per costruire una grande nazione in cui possano confluire tutti i popoli che si richiamano alla tradizione musulmana e nazionalizzare le principali attività economiche di ciascun Paese. A differenza di quello occidentale, il socialismo arabo non è antireligioso e non è classista, quindi non prevede la dittatura del proletariato e può coniugarsi con la tradizione islamica. Sono queste le basi teoriche su cui Gheddafi costruisce la propria militanza politica per trasformare radicalmente la Libia. Già dal 1951 il Paese ha ottenuto l''indipendenza, ma, sotto re Idris I, vive, di fatto, grazie agli aiuti economici degli americani e degli inglesi. Non può esprimere una politica autonoma ed indipendente dagli occidentali.

Gheddafi si laurea in legge nel 1963 e nel 1965 si diploma, con il massimo dei voti, all''Accademia militare di Benghasi. Quattro anni dopo, nel settembre del 1969, mette in pratica la prima parte del suo progetto: guida un gruppo di ufficiali dell''esercito nel colpo di Stato contro re Idris I e a 27 anni proclama la nascita della Repubblica di Libia. Costruisce strade, ospedali e scuole. Nazionalizza i beni di tutte le compagnie petrolifere straniere. Insieme all'energia elettrica, porta nel Paese il ferreo rispetto per i precetti religiosi: restaura la Sharia, la legge che deriva direttamente dal Corano.

Molto più complicata è la realizzazione del suo progetto panarabista. I rapporti di Gheddafi con gli stati arabi moderati si rivelano, da subito, assai difficili. Durante il settembre del 1970, quando re Hussein, esposto alle rappresaglie israeliane, ordina il massacro dei palestinesi rifugiati in Giordania, Gheddafi è fra i pochi a schierarsi con i profughi. Non sono più facili le relazioni con l''Egitto. Il nuovo leader egiziano Sadat, dopo la guerra dello Yom Kippur del 1973, ha deciso di inaugurare una nuova politica nei confronti di Israele. Gli accordi di Camp David del 1978 siglano la pace e rappresentano per Gheddafi una grande sconfitta.

Ma è con gli Usa che il leader libico ha combattuto la sua battaglia più dura. Nel 1981 Jimmy Carter, che ha sostituito Ronald Reagan alla presidenza, avvia una politica estera aggressiva ed è poco disponibile alla distensione dei rapporti con Gheddafi. Nel 1986 cacciabombardieri dell''aviazione americana attaccano postazioni militari libiche e colpiscono la residenza privata di Gheddafi. Pochi giorni prima era scoppiata una bomba in un bar tedesco frequentato da americani. I principali indiziati sono i servizi segreti libici accusati, più volte, di finanziare il terrorismo internazionale. La rappresaglia libica non si fa attendere. Il 21 dicembre 1988 un Boeing 747 della Pan Am esplode in volo sopra la cittadina scozzese di Lockerbie. Muoiono 270 persone. Il 21 gennaio 1992 il consiglio di sicurezza dell''ONU approva la risoluzione 731, che obbliga la Libia a consegnare alle autorità statunitensi o a quelle britanniche i cittadini libici sospettati dell''attentato. Gheddafi rifiuta in modo categorico e la comunità internazionale dichiara l'embargo contro la Libia. Nel 1999 il presidente libico acconsente a cedere i due sospettati alle autorità giudiziarie britanniche e, grazie alla mediazione di Nelson Mandela, la Libia viene riammessa nella comunità internazionale.

Muhammar Gheddafi, dopo essere stato al potere per più di quarantanni, viene ucciso il 20 ottobre 2011 dai ribelli che combattono contro il governo libico dalla primavera. Le immagini della sua morte fanno il giro del mondo.