Marco Biagi

 Marco Biagi

 


Marco Biagi è nato a Bologna il 24 novembre del 1950. Dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli studi della sua città. Si laurea rapidamente con il massimo dei voti ed ottiene una borsa di studio di perfezionamento in Diritto del Lavoro presso l’ateneo di Pisa. Terminata la specializzazione inizia la sua attività di libera docenza in varie università italiane. Nel 1984 vincendo un concorso a cattedra diventa professore straordinario di Diritto del Lavoro e Diritto Sindacale Italiano e Comparato presso la facoltà di Economia dell’Università di Modena. Dal 1987 fino alla sua morte Biagi ricopre nella stessa facoltà l’incarico di professore ordinario. È proprio dall’analisi comparata ed interdisciplinare dei suoi studi sulle legislazioni del lavoro che il professor Biagi traccerà in seguito le linee guida della riforma che porterà il suo nome. Il suo temperamento propenso all’innovazione ed alla sperimentazione, coniugato all’instancabile dedizione al lavoro, fa sì che a partire dai primi anni Novanta la sua notorietà supera ampiamente i confini dell’Italia. L’indubbia competenza nel campo delle relazioni industriali lo porta infatti ad assumere incarichi di rilievo all’interno delle istituzioni europee che gli permettono di raggiungere traguardi di prestigio. Contemporaneamente nella sua facoltà dà vita al Centro Studi Internazionali e Comparati, sviluppando moderni ed innovativi modelli di ricerca nel campo delle relazioni industriali, avvalendosi della collaborazione di giovani e brillanti ricercatori. La sua attività editoriale, costituita da articoli, saggi e pubblicazioni scientifiche, risulta molto vasta ed apprezzata. Nel 1995 assume l’incarico di consigliere del Ministro del Lavoro Tiziano Treu. L’anno seguente in seno allo stesso ministero presiede la Commissione chiamata a redigere un testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che il professor Biagi interpreta come una grande occasione per imboccare la via maestra della modernizzazione in materia di legislazione del lavoro. La sua attività di consulenza prosegue a fianco del Ministro del Lavoro Antonio Bassolino, mentre aumentano i suoi impegni presso l’Unione Europea. Le sue sperimentazioni lo espongono ad attacchi e critiche. Nel 2000, in seguito al verificarsi di ripetute minacce, gli viene assegnata una scorta, che gli viene tolta alla fine del 2001. Intanto ricopre l’incarico di consulente del Ministro del Walfare Roberto Maroni con l’obiettivo di elaborare la riforma del mercato del lavoro. Nello stesso periodo il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi lo chiama a far parte del “Gruppo di alta riflessione sul futuro delle relazioni industriali”, creato dalla stessa Istituzione Europea. Ma mentre la mente dell’instancabile professor Biagi continua a progettare mutamenti, spesso radicali, e modernizzazioni riguardanti le sfide imposte dalla globalizzazione del nuovo millennio, la sua vita viene brutalmente spezzata da un attentato terroristico messo in atto il 19 marzo del 2002 a Bologna, nei pressi della sua abitazione, immediatamente rivendicato dalle Nuove Brigate Rosse.