Jean Monnet

 Jean  Monnet

 


Jean Monnet nasce nel 1888 a Charente, nella regione del Cognac, da una famiglia di commercianti di liquori.
Durante la Prima guerra mondiale intuisce la necessità di programmare un efficiente scambio tra gli alleati per gli approvvigionamenti. Questa idea farà la sua fortuna. Riesce ad arrivare al  capo del governo Viviani per convincerlo a stipulare un raccordo tra la Francia e l'Inghilterra. Viene, quindi, inviato nella capitale britannica dove organizza un gruppo composto da inglesi e francesi per definire le operazioni relative alle compravendite e al loro trasporto.
Alla fine della guerra diviene segretario generale aggiunto della Società delle Nazioni. Monnet ne è entusiasta: ritiene, infatti, che la nuova organizzazione sia in grado di imporsi, proprio per la sua natura sovranazionale e "per la sua forza morale".
Tuttavia, come molti altri, dovrà rassegnarsi al suo fallimento, tanto che, nel 1923, lascia il suo incarico e ritorna ai commerci col padre. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale,  Monnet è di nuovo in Gran Bretagna per impostare un lavoro in tutto simile a quello già svolto anni addietro: organizzare la gestione in comune delle risorse alleate. Sarà un successo.
Quando nel giugno del 1940 i francesi sono in rotta di fronte all'avanzata tedesca, Monnet propone a Churchill e De Gaulle un piano con effetto immediato per un'unione federale tra la Gran Bretagna e la Francia, ma il tentativo ideato per evitare una disfatta francese fallisce.
Monnet decide, quindi, di trasferirsi negli Stati Uniti per lavorare al "Victory Program", convinto che l'America avrebbe svolto il ruolo di "grande arsenale delle democrazie". Più tardi John M. Keynes dirà che, con la sua azione, Monnet ha probabilmente accorciato di un anno la seconda guerra mondiale. Nel 1943, ad Algeri, entra a far parte del Comitato di liberazione nazionale "Francia libera", dove collabora con De Gaulle per organizzare la resistenza dall'esilio.
Subito dopo la liberazione, propone al governo francese un "piano globale per la modernizzazione e lo sviluppo economico" e, da Commissario straordinario, svolge un'opera fondamentale per la rinascita dell'economia francese.
Nel 1949 avverte la forte tensione tra Germania e Francia per il controllo dell'importante bacino carbosiderurgico della Ruhr e imposta un piano che aprirà le porte alla comunità economica europea: la messa in comune, sotto il controllo di un governo sovranazionale europeo, delle risorse franco-tedesche del carbone e dell'acciaio. Il ministro degli esteri francesce Schuman lo approva e, in accordo con Konrad Adenauer, il 9 maggio del 1950, diffonde pubblicamente le caratteristiche del piano.
Nel 1951 si firma il Trattato di Parigi: Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo danno vita alla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA).
Nel 1955, dopo la crisi generata dal rifiuto della Francia di ratificare la Comunità europea di difesa (CED), Monnet dà vita al Comitato d'azione per gli Stati Uniti d'Europa attraverso il quale incoraggia costantemente i governi europei a non tralasciare la via dell'unità europea.
Monnet è ricordato, inoltre, come uno degli padri dei Trattati di Roma che, nel 1957, istituiscono la Cee e l'Euratom. Muore nel 1979 a Haujarray, Yvelines.