Henry Kissinger

 Henry  Kissinger

 


Heinz Alfred Kissinger nasce a Fürth, in Baviera, il 27 maggio del 1923 da una famiglia ebrea che nel 1938 lascia la Germania per sfuggire alle persecuzioni naziste. Arrivato a New York nel 1938, Kissinger si iscrive ai corsi serali della George Washington High School, mentre di giorno lavora come operaio in una fabbrica. Nel 1943 si arruola nell'esercito dove viene utilizzato come traduttore dal tedesco nei servizi di controspionaggio: è un brillante studente del City College di New York e da poco ha ottenuto la cittadinanza americana.

Nel 1950 si laurea a Harvard con lode, due anni dopo consegue il Master e nel 1954 discute la tesi di dottorato sui problemi della pace nell'Europa del 1812. La sua carriera accademica è solo all'inizio. Resta a Harvard come docente nel Dipartimento di Scienze Politiche e presto diventa Direttore del Centro di Studi sulle armi nucleari e sulla politica estera della prestigiosa università americana; nel 1957 pubblica Nuclear Weapons and Foreign Policy, il libro che lo rende noto al grande pubblico, ed è nominato capo del Centro di Affari Internazionali di Harvard; l'anno dopo dirige il Centro di Studi sulla Difesa. Ma non è solo un brillante accademico. Accanto ai numerosi incarichi all'interno dell'Università di Harvard, e ai molteplici scritti sulla politica estera, Kissinger è anche un repubblicano convinto che nel 1968 entra nella scena politica avvicinandosi a Nelson Rockefeller.

Il primo incarico politico arriva nel 1969 quando Kissinger è nominato Consigliere per la Sicurezza Nazionale dal Presidente Richard Nixon. Da allora diviene l'artefice di una moderna Realpolitik che mira alla distensione nei rapporti fra USA e URSS, con la riduzione delle armi nucleari, ma che non esita ad utilizzare i mezzi più diversi per garantire al proprio paese l'egemonia politica e militare sul resto del mondo. È in questo senso che all'inizio degli anni Settanta Kissinger si adopera per ristabilire i rapporti diplomatici fra gli Stati Uniti e la Cina comunista, guardando alla possibilità di ridefinire degli assetti mondiali emersi dalla guerra fredda.

Nel 1971, con due viaggi a Pechino, Kissinger incontra il premier cinese Zhou En Lai e pone le basi per il summit del febbraio 1972 fra Nixon e Mao. Dopo ventitrè anni di ostilità, la normalizzazione dei rapporti fra americani e cinesi rappresenta una svolta nella politica internazionale. Al termine della visita, i due paesi non stipulano alcun accordo, ma emettono un comunicato congiunto in cui dichiarano la volontà di prevenire ogni tentativo egemonico in Asia. Il riferimento ai sovietici è evidente e per la Cina è un grande successo: può intensificare gli scambi commerciali e quelli culturali con gli USA e uscire dall'isolamento in cui si trova dopo la rottura con Mosca. Per Kissinger l'accordo con la Cina può costituire un contenimento dell'egemonia sovietica in Asia e un aiuto nella questione del Vietnam.

Nel 1973 Kissinger è nominato Segretario di Stato in uno dei momenti più difficili della storia americana. Per uscire dalla guerra del Vietnam, Kissinger mira ad un graduale ritiro delle truppe americane e a sostenere l'esercito sudvietnamita tanto da renderlo in grado di difendere autonomamente il sud del paese contro il Fronte di Liberazione e contro il Vietnam del nord. Nel 1973 con il diplomatico vietnamita Le Duc Tho, Kissinger riceve il premio Nobel per la pace per l'avvio della composizione del conflitto. Un premio che Le Duc non accetta perché il conflitto fra Vietnam del Nord e Vietnam del Sud continua a dilaniare il suo paese anche dopo il ritiro degli americani dallo scenario di guerra.

Ma il 1973 è anche l'anno del colpo di Stato in Cile. In molti sostengono che Kissinger abbia avuto pesanti responsabilità nel sostenere il generale Augusto Pinochet che l'11 settembre 1973 depose e uccise Salvador Allende, il presidente della Repubblica del Cile, eletto nel 1970 da una coalizione di socialisti e di cattolici. Le dirette e specifiche responsabilità di Kissinger non sono mai state provate, ma è noto e documentato che l'amministrazione Nixon ha autorizzato la CIA ad ostacolare la presidenza di Allende.

Nel 1974, alle dimissioni di Nixon dopo lo scandalo Watergate, Kissinger rimane nella segretaria di Stato del governo americano. È uno degli uomini politici più popolari d'America e il nuovo presidente Ford non si priva della sua competenza e della sua esperienza. Nel dicembre del 1975 è proprio Kissinger ad accompagnare Ford a Giacarta in visita al presidente indonesiano Suharto fedele alleato degli Stati Uniti. È in quella occasione che Suharto discute con Kissinger e Ford dell'invasione della piccola e neo indipendente ex colonia portoghese di Timor Est. La guerra fra l'Indonesia e Timor Est provoca un massacro indiscriminato che non sarebbe stato possibile se gli americani non avessero venduto armi all'Indonesia e appoggiato la strategia del presidente Suharto.

La carriera ufficiale di Henry Kissinger termina con l'amministrazione Ford. Da allora non ha mai smesso di partecipare ad attività di gruppi politici e di fornire la propria autorevole consulenza al governo americano, come ha fatto nel 2002 quando George W. Bush lo ha nominato presidente della commissione incaricata di chiarire gli eventi che hanno causato la strage dell'11 settembre 2001. La nomina ha suscitando le polemiche e le critiche dei molteplici detrattori di Kissinger che non sono venute meno anche in anni recenti. Nel 2002 il libro del giornalista inglese Christopher Hitchens, The Trial of Henry Kissinger ha contribuito ad arricchire con nuovi elementi la discussione sui numerosi aspetti oscuri della carriera politica di uno degli uomini più potenti d'America.