Guido Rossa

 Guido Rossa



Guido Rossa nasce a Cesiomaggiore, in provincia di Belluno, il 1 dicembre del 1934.
Come molti proletari veneti, negli anni Sessanta emigra in Liguria e si trasferisce a Genova dove trova lavoro all'ITALSIDER di Cornigliano.
È un operaio, impegnato nelle lotte sindacali di cui diventa presto un protagonista. Nel 1970 viene eletto delegato sindacale della CGIL. È un componente del consiglio di fabbrica e un punto di riferimento per i suoi compagni di lavoro. La sua militanza nel PCI lo vede assumere una posizione di chiaro sostegno alla linea politica del segretario. Di Berlinguer Rossa apprezza l'apertura verso forme di partecipazione alle responsabilità governative. Nel dibattito sulla 'solidarietà nazionale' che avrebbe portato al compromesso storico, e all'astensione del PCI nei governi monocolore DC, Rossa non ha dubbi e difende questa scelta. Discute spesso in fabbrica con chi ritiene che il compromesso storico rappresenti un tradimento del PCI verso la classe operaia. Questo il suo impegno più costante, la ragione della sua attività di lavoratore e di sindacalista che non ha più il tempo di seguire le proprie passioni giovanili. Rossa era stato un grande alpinista. In montagna aveva imparato il senso della responsabilità e del rispetto verso sé stesso e verso gli altri. Certo non poteva sapere che la sua storia avrebbe segnato una svolta nella lotta contro il terrorismo.
Quando Franco Berardi viene scoperto mentre distribuisce volantini firmati BR, nell'ITALSIDER, Rossa decide di denunciarlo. Per lui è una questione di principio. Di fronte ai carabinieri, è da solo a firmare la denuncia. I suoi compagni, che pure l'hanno appoggiato, hanno paura. La reazione dei terroristi non si fa attendere; sarà Rossa il primo operaio ucciso dalle BR.
È sposato e ha una figlia di sedici anni, ha segnato la propria condanna a morte e sa benissimo di essere in pericolo. All'amico Ribetti dice: 'Va a finire che quegli altri mi fanno fuori'. E così accadrà.
Il 24 gennaio del 1979 alle ore 6 e 30 della mattina Rossa entra in macchina per andare al lavoro. Riccardo Dura, Vincenzo Gagliardo e Lorenzo Carpi sono appostati sotto casa sua, lo aggrediscono alle spalle e lo uccidono. Il giorno dopo le Brigate Rosse rivendicano l'attentato al 'Secolo XIX' di Genova. Il primo operaio, ucciso dalle BR, è un sindacalista e un militante del PCI. È un compagno che si oppone alla linea 'né con lo Stato né con le BR' e che dimostra dove può arrivare la strategia della lotta armata.
La connivenza nei luoghi di lavoro, che in molti casi aveva protetto esponenti delle BR, subisce un duro colpo. Al suo funerale partecipano 250 mila persone. Rendono omaggio a chi non ha esitato nel difendere la legalità dei principi democratici dello Stato. Nel marzo del 1980 il gruppo di Riccardo Dura viene assaltato dai nuclei antiterrorismo dei carabinieri che uccidono i brigatisti presenti nel covo genovese.