Giuseppe Dossetti

 Giuseppe Dossetti

 


Giuseppe Dossetti è nato a Genova il 13 febbraio 1913. È ancora in fasce quando i suoi genitori si trasferiscono nel comune di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, dove il padre svolge la professione di farmacista. Qui il piccolo Giuseppe compie gli studi inferiori. Frequenta il liceo classico di Reggio Emilia e dopo aver conseguito la maturità si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bologna. Il giovane Dossetti brucia le tappe e si laurea a vent’anni discutendo una tesi in Diritto Canonico. Ottiene una borsa di studio per la specializzazione presso l’Università Cattolica di Milano dove viene a contatto con il gruppo che in seguito rappresenterà la “seconda generazione” del partito della Democrazia Cristiana. Fanfani, La Pira, Lazzati, Moro, Mortati, Taviani, Tosato ed altri: tutti allievi di Padre Agostino Gemelli, un uomo dalla volontà di ferro. Si tratta dei cosiddetti “professorini” che non vivono l’esperienza del “popolarismo” di Luigi Sturzo, ma che si formano sul finire degli anni Trenta negli organismi di Azione cattolica a contatto con le tematiche personalistiche e comunitarie espresse dal pensiero cattolico francese ed in particolare da Maritain e da Mounier. Gli stessi che si riuniranno intorno alla rivista “Cronache sociali” fondata da Dossetti nel 1947. La seconda guerra mondiale, la crisi del fascismo e la partecipazione cattolica alla Resistenza tra il 1943 e il 1945 segnano intanto la ripresa del movimento politico dei cattolici in Italia dopo gli anni della dittatura. Anche Giuseppe Dossetti partecipa alla guerra di liberazione nazionale nelle formazioni partigiane della sua terra, diventando presidente del CLN provinciale di Reggio Emilia. Dopo la Liberazione, quando è già avviato con successo alla carriera universitaria, Dossetti è attratto dalla vocazione politica, che consuma in pochi e intensi anni.  Prima come vice segretario di Alcide De Gasperi e poi in qualità di deputato all’Assemblea Costituente per l’elaborazione della Carta Costituzionale. In seguito, per obbedienza al cardinale Giacomo Lercaro, accetta di candidarsi a Bologna in concorrenza con il sindaco Dozza: un’impresa che si rivela impossibile. Per lui la via maestra è un’altra: quella del sacerdozio. Lercaro però lo vuole con sé come esperto del Concilio. Inoltre immediatamente dopo il cardinale chiede invano che Dossetti diventi suo vescovo ausiliare. Dossetti però decide di dedicarsi alla Terra Santa, con una visione ecumenica molto originale. Dà infatti vita alla piccola comunità monastica di Monteveglio, nell’appennino Bolognese, che diventa un centro di documentazione, di spiritualità e di impulsi politici di tendenza a favore della formazione di una profonda cultura di pace, che Giuseppe Dossetti alimenta fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1959 viene ordinato sacerdote: nel suo saio grigiastro appare quasi spettrale ed i suoi occhi inquieti non smettono mai di indagare. Muore nella sua comunità il 15 dicembre 1996.