Gaetano Donizetti

 Gaetano Donizetti

 


Gaetano Donizetti nasce a Bergamo il 29 novembre 1797 da una famiglia di umili condizioni. Nel 1806 viene ammesso alle “Lezioni caritatevoli di musica” dirette da S. Mayr che cura personalmente la sua preparazione in clavicembalo e composizione fino al 1815, avvicinandolo ai modelli del classicismo viennese. Il giovane Donizetti viene poi indirizzato al liceo musicale di Bologna dove si perfeziona in contrappunto con padre S. Mattei. In quegli anni, oltre ai primi tentativi teatrali, Donizetti si cimenta in sinfonie, cantate, quartetti e quintetti assai ben costruiti, alla Haydn e alla Mozart. Nell’opera semiseria “La zingara” e nella farsa “La lettera anonima”, presentate nel 1822 a Napoli, è invece evidente un avvicinamento a Rossini. L’opera buffa napoletana, ormai superata, trova nuova linfa immettendosi sulla scia della comicità rossiniana. Una evoluzione questa che si inquadra nel processo storico attraverso il quale l’ambiente settentrionale, colto e politicamente agguerrito, trasforma in uno stile nazionale le vecchie scuole operistiche del Settecento. Dopo il debutto alla Scala nel 1822 con l’opera semiseria “Chiara e Serafina”, le opere composte per Napoli, tra le quali ricordiamo “Emilia di Liverpool” nel 1824, “Gabriella di Vergy” nel 1826 e “L’esule di Roma”nel 1828, evidenziano maggiormente le sue doti personali. Nel 1830 con l’ “Anna Bolena” su libretto di F. Romani, la vocalità donizettiana arriva a sbloccare i tradizionali schemi lirici aderendo al ritmo del romanzo d’appendice. La collaborazione con il Romani tocca il suo apice nel 1832 con “L’elisir d’amore”, in cui si sviluppa la miglior vena giocosa del grande compositore italiano. Negli anni successivi, la morte di Vincenzo Bellini avvenuta nel 1835 e l’ancora precoce affermazione di Giuseppe Verdi, gli favoriscono un successo incontrastato. Così su libretti di S. Cammarano troviamo “Belisario” e “L’assedio di Calais” nel 1836, “Pia De’ Tolomei” e Roberto Devereux” nel 1837, “Maria di Rudens” e “Poliuto” nel 1838. E proprio nel 1838, grazie alla generosità di Gioacchino Rossini, Donizetti viene accolto a Parigi. Qui comincia a comporre il “Duca d’Alba”, che lascerà incompiuto, e nel 1840 fa rappresentare “La figlia del reggimento”, “Les martyrs” e “La favorita”. Sempre a Parigi nel 1843 presenta il capolavoro giocoso “Don Pasquale” ed il grand-opéra “Don Sebastien”, su libretto di Scribe. La vastità della sua produzione, composta da oltre settanta opere teatrali, ventotto cantate con accompagnamento d’orchestra e molte liriche, è dovuta al frenetico ritmo di composizione impostogli dall’incessante accavallarsi di commissioni. Il suo lavoro si trasforma in tal modo in una vera e propria “poetica della fretta”. Nel 1845 è colpito da una paralisi celebrale. Dopo aver trascorso un lungo periodo ad Ivry, in una casa di salute, Donizetti viene portato nella sua Bergamo, dove muore l’8 aprile 1848.