David Ben Gurion

 David Ben Gurion

 


Il 15 maggio del 1948 cessa il Mandato britannico sulla Palestina e prende effetto la proclamazione della Stato di Israele fatta da David Ben Gurion il giorno prima: una data veramente storica per gli ebrei Israeliani.

David Joseph Gruen nasce il 16 ottobre del 1886 a Plonsk, un piccolo villaggio che dista settanta chilometri da Varsavia. Il 15 maggio del 1948 diventerà il primo Premier dello Stato di Israele.

Come gran parte del territorio polacco, Plonsk fa parte dell'impero zarista dove nel 1882, quattro anni prima della nascita di David, hanno avuto inizio i pogrom dell'era moderna. Persecuzioni, violenze e vessazioni di ogni genere scandiscono la vita degli ebrei russi, accusati di aver ucciso lo zar Alessandro II e odiati come gli ebrei di tutta Europa. Sono gli anni dell'affare Dreyfus e delle persecuzioni del 1905: quasi due milioni di ebrei lasciano l'impero zarista e i paesi europei.

Nel 1904 il giovane David Gruen si trasferisce a Varsavia per studiare ingegneria. Nella capitale polacca entra in contatto con il filosofo marxista Ber Borochov, uno dei teorici del sionismo. Borochov sostiene che gli ebrei saranno i protagonisti della rivoluzione proletaria e che il sionismo esprima un nuovo modello sociale e politico: la creazione di uno Stato antiborghese, moderno e socialista. È l'idea di Eretz Israel, la terra di Israele. Influenzato da Borochov e dagli intellettuali sionisti, David Gruen lascia la Polonia e nel 1906 arriva in Palestina, dove diventa giornalista e trasforma il proprio nome dal polacco Gruen all'ebraico Ben Gurion. Inizia allora la carriera politica dell'artefice dello Stato di Israele.

Nel 1915, espulso dall'impero ottomano per attività sovversiva, Ben Gurion si trasferisce a New York da dove inizia a diffondere le ragioni del sionismo sia fra gli ebrei americani sia fra quelli europei: cerca contatti, raccoglie fondi, sensibilizza i politici alla causa sionista. Due anni dopo sposa Paula Munweis e nel novembre del 1917 ottiene la prima grande vittoria della sua vita. Con la dichiarazione Balfour gli inglesi riconoscono il diritto degli ebrei alla creazione di un focolare nazionale in Eretz Israel.

Dopo la prima guerra mondiale, in cui ha combattuto con un battaglione ebraico a fianco della Gran Bretagna, Ben Gurion torna in Palestina. Da allora, inizia il suo instancabile lavoro per la creazione del futuro Stato d'Israele. Favorisce la nascita dell'Histadruth, l'organizzazione dei lavoratori ebrei, fonda il Mapai, il partito operaio di Israele, sostiene la nascita dell'Haganah, un esercito clandestino che difende gli ebrei e attacca i palestinesi. Quando ha tempo lavora la terra in un kibbuz, una delle tante aziende agricole, organizzate secondo un modello collettivistico, che sfidano il sistema economico arabo, basato sullo sfruttamento dei contadini palestinesi.

Nel 1939 la Gran Bretagna, che alla fine della prima guerra mondiale aveva ottenuto il mandato sulla Palestina dalla Società delle Nazioni, annuncia che lascerà la regione entro dieci anni. Inoltre con il libro bianco frena l'immigrazione ebraica in Palestina e limita le quote di terreno che gli ebrei vorrebbero acquistare dai grandi feudatari arabi. La decisione non basta a convincere i palestinesi, che nella seconda guerra mondiale si schierano con nazisti e fascisti, mentre Ben Gurion è sul fronte italiano con gli anglo-americani e ordina ai suoi di 'combattere Hitler come se non ci fosse il libro bianco e di combattere il libro bianco come se non ci fosse Hitler'.

Nel 1947 l'ONU tenta di risolvere quella che è ormai una delle questioni più complesse della storia contemporanea. La commissione UNSCOP propone l'abolizione del mandato inglese, la divisione del territorio palestinese in due Stati e l'internazionalizzazione di Gerusalemme, come richiesto da Papa Pio XII a tutela dei luoghi santi. La risoluzione viene approvata nel novembre del 1947. Il 15 maggio del 1948, allo scadere del mandato britannico, gli ebrei di Palestina proclamano la nascita del nuovo Stato di Israele. Ben Gurion è nominato Premier e ministro della Difesa di un paese che festeggia la propria indipendenza e che deve difendersi immediatamente dai paesi nemici. Egitto, Siria, Libano, Transgiordania, Iraq e Arabia Saudita non riconoscono la risoluzione dell'ONU e dichiarano guerra al nuovo Stato. Dopo i primi successi degli arabi, Israele vince la guerra e va ben oltre i confini stabiliti dall'ONU. È il capolavoro politico di Ben Gurion. Spregiudicato e coraggioso, ricorre a qualunque mezzo per tutelare l'interesse del suo paese e nel 1950 sposta la capitale a Gerusalemme, incurante degli impegni presi con l'ONU.

Nel 1951 Ben Gurion è in USA. Chiede agli americani di sostenere Israele e in cambio partecipa alla guerra di Corea assumendo una posizione filo occidentale nell'ambito della guerra fredda. Nel 1953, quando ha già trasformato un piccolo territorio in una potenza militare, economica e culturale, si ritira dalla politica. Nel Mapai dicono che dovrebbe lasciare spazio alle nuove generazioni, ma già nel 1955 torna al governo e organizza, con Gran Bretagna e Francia, l'aggressione all'Egitto nella guerra di Suez del 1956. Alla fine degli anni Cinquanta la sua posizione nel Mapai si fa sempre più difficile. Nel 1963 torna a vita privata e nel 1965 fonda un nuovo movimento politico, il Rafi, che alle elezioni non ottiene i successi sperati. Muore il 1 dicembre del 1973 a Sdeh Boker nel suo Kibbuz in piano deserto del Neghev.