Arrigo Boldrini

 Arrigo Boldrini



Arrigo Boldrini era uno degli ultimi testimoni della Resistenza. Comandante partigiano con lo pseudonimo di Bulow, padre costituente e dirigente del PCI, è morto il 22 gennaio 2008 a Ravenna all'età di novantadue anni. «Nostro compito, ha scritto nel suo ultimo messaggio come presidente onorario dell'ANPI, è raccontare la nostra esperienza partigiana, con le sue luci e le sue ombre. Perché possa essere di esempio e monito per fare comprendere il valore della libertà, il rischio di perderla, il sacrificio che occorre per riconquistarla». Un uomo sensibile e aperto - ha scritto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che ha dedicato la sua vita alla causa della libertà e dell'indipendenza nazionale.

Arrigo Boldrini nasce a Ravenna nel 1915. Da piccolo trascorre i suoi pomeriggi nel campetto della parrocchia di Santa Maria in Porto, dove fa coppia con un attaccante, un suo compagno di scuola che si chiama Benigno Zaccagnini. In famiglia di soldi ne entrano pochi e dopo le scuole primarie Arrigo si iscrive all'Istituto agrario di Cesena. Il perito agrario Boldrini è un patito dell'Opera lirica e a ventiquattro anni, quando scoppia la seconda guerra mondiale, è richiamato alle armi. Congedato per motivi di salute il 29 settembre del 1939, entra all'Eridania Zuccheri.

Spedito in Jugoslavia come tenente di fanteria, l'8 settembre del 1943 è a Ravenna. Alla notizia dell'armistizio concluso dal governo Badoglio con gli angloamericani, Boldrini si rivolge ai contadini e li esorta a combattere contro i tedeschi, dando l'esempio. Entra in clandestinità, si tuffa nella lotta armata e riceve subito incarichi militari, data la sua esperienza di ufficiale. Inizia così la leggenda dei uno dei più prestigiosi comandanti militari della Resistenza. Come von Bulow, generale dell'armata prussiana che contribuì alla sconfitta di Napoleone a Waterloo e a Lipsia, anche Boldrini, è un grande tattico. Spiega ai suoi che la guerra deve essere «pianurizzata», cioè portata verso la pianura, nei paesi e nelle città, che bisogna lasciare le montagne perché gli alleati stanno risalendo l'Italia e la zona della Pianura è diventata fondamentale.

«Militarmente ' ha ricordato lo storico Guido Crainz ' sembrò un suicidio. Ma al contrario, fu una scelta vincente, perché ebbe il merito storico di dare fiducia al mondo contadino». Da quel momento è una lotta senza quartiere. Gli scontri con i nazisti e con i fascisti, che hanno aderito alla Repubblica Sociale Italiana, sono quotidiani. Proseguono fino al 1945 fra episodi drammatici, gesti eroici e meno eroici, mentre Arrigo Bulow Boldrini diventa un mito della Resistenza. È il comandante della 28° Brigata Garibaldi, intitolata a Mario Gordini, antifascista ravennate fucilato nel gennaio del 1944, e tutti conoscono le sue doti organizzative e politiche. È un comunista convinto, ma gli alleati si fidano di lui, che nel dicembre del 1944 propone agli inglesi un piano per liberare Ravenna. Grazie a quel brillante successo, Boldrini ottiene l'inquadramento dei suoi uomini nelle forze alleate e il 4 febbraio del 1945, a Ravenna, riceve la medaglia d'oro al valore militare.

Deputato all'Assemblea Costituente, eletto alla Camera e al Senato nelle liste del PCI e poi del PDS fino al 1994, dal 1947 Boldrini è stato Segretario Nazionale dell'ANPI, l'associazione nazionale dei partigiani italiani di cui era presidente onorario.