Alcide De Gasperi nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino, in provincia di Trento (all'epoca provincia del Tirolo, una delle regioni dell'Impero austro-ungarico).

Nel 1900 si iscrive alla facoltà di filosofia dell'Università di Vienna ed entra in contatto con il movimento cristiano sociale: è un fiero avversario del capitalismo liberale e del socialismo.
Nel 1911 viene eletto nel Parlamento di Vienna dove difende i diritti linguistici dei trentini, e, allo scoppio della guerra contro l'Austria, si schiera per la neutralità italiana. Dopo la guerra il Trentino passa all'Italia e nel maggio del 1921 De Gasperi viene eletto deputato nelle liste del partito popolare, che nel 1924 lo nomina segretario. L'ascesa del fascismo verso la dittatura totalitaria a partito unico, lo costringe a dimettersi alla fine del 1925. Nel marzo del 1927 viene arrestato a Firenze con l'accusa di espatrio clandestino. Alla fine del lungo processo è condannato a due anni e sei mesi di reclusione. È il periodo più difficile della sua vita.

Si ammala e trascorre la detenzione in una clinica sotto sorveglianza. Vi resta fino al luglio del 1928, quando gli viene finalmente concessa la libertà vigilata, grazie all'intercessione della Santa Sede. Vive a Roma con la moglie e le figlie. Per mantenere la famiglia traduce dal tedesco e, nel marzo del 1929, con l'aiuto di Mons. Montini, è assunto nella Biblioteca Apostolica Vaticana dove rimane fino al crollo del regime fascista.

Dopo la guerra diventa il leader della Democrazia Cristiana e vince alle elezioni del 1948. Negli anni della ricostruzione De Gasperi ha due grandi progetti: ancorare l'Italia all'Occidente e costruire un grande partito cattolico. È un autorevole uomo politico, riconosciuto dalle potenze vincitrici. Riesce ad ottenere gli aiuti del piano Marshall per la ricostruzione dell'economia italiana e ha un ruolo di primo piano nel processo di integrazione europea, diventando uno dei padri fondatori dell'Unione europea.

Il leader democristiano s'impegna per creare un partito di massa che tenga insieme le diverse anime del movimento cattolico, che occupi il centro dello schieramento politico e che sia interclassista. La DC vince le elezioni del 18 aprile 1948 contro il Fronte Popolare, che unisce il PSI e il PCI. Nasce la prima legislatura repubblicana e ha inizio la stagione del 'centrismo': De Gasperi è presidente del Consiglio nel periodo di massima egemonia della DC nella vita politica nazionale.

Dal 1948 al 1953 l'attività di De Gasperi è imperniata in una politica riformista che non sconvolge gli equilibri sociali e che garantisce alla DC il consenso delle masse popolari e, in modo particolare, di quelle rurali che rappresentano il suo bacino elettorale. È in questo orizzonte che il leader democristiano si batte per i provvedimenti più importanti del suo governo: la riforma agraria, l'istituzione della cassa del Mezzogiorno, il piano Fanfani per la costruzione di case popolari e la riforma tributaria.

Per rendere più stabile la coalizione governativa, De Gasperi modifica la legge elettorale, in senso maggioritario, nell'imminenza delle elezioni politiche del 1953. Lo scopo è quello di assegnare il 65% dei seggi al partito, o al gruppo di partiti, che ottenga la metà più uno dei voti. Nelle votazioni di giugno, però il premio di maggioranza non scatta e De Gasperi subisce la prima grande sconfitta politica. È la fine del centrismo e della sua carriera politica.

Muore meno di un anno dopo a Borgo Valsugana, il 19 agosto del 1954, nel Trentino diventato nel frattempo regione autonoma della Repubblica italiana.